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Chi vota e chi non vota

Posted in datajournalism

Mappa sull’astensionismo in Emilia-Romanga

Si sono visti e sentiti tanti commenti sull’astensionismo in Emilia-Romagna. I dati non possono certo comprendere le cause di questa sfiducia nell’intero sistema politico, ma possono contribuire all’analisi di questo preoccupante fenomeno.

Ho creato una mappa che desse la visione d’insieme sul voto nella nostra regione, che, in alcuni casi tragicamente, non ha neppure superato il 20%. I valori della cartina sono le percentuali di affluenza alle urne rispetto al totale degli aventi diritto al voto, comune per comune

Ho parlato con tanti ragazzi della mia età che non sono andati a votare. Chi per sciatteria, chi per menefreghismo, chi per totale, onesto e lelgittimo disgusto. C’è chi mi dice che non ha senso votare, o che l’astensione può essere un atto di protesta verso lo scempio che ci propone il panorama politico. Forse avete ragione voi.

Forse avete ragione voi.

Ma io, per come sono fatto, quando spesso mi sento scoraggiato da questa politica, quando penso che sia inutile votare, ripenso questo passo di Charles Peguy (che, tra l’altro morì prima delle due Guerre Mondiali):

“…volgendoci ai giovani , non possiamo far altro che dir loro così: Badate . Voi ci trattate da vecchi imbecilli . Sia pure. Ma state attenti . Quando parlate alla leggera, quando trattate leggermente , così leggermente la Repubblica, non solo rischiate di essere ingiusti ( il che forse non conta, almeno nel vostro sistema), ma rischiate di commettere delle sciocchezze anche secondo il vostro sistema . Rischiate di essere di essere stupidi. Per entrare nel vostro sistema anche nel vostro linguaggio . Voi dimenticate , voi non volete ammettere che ci sia stata una mistica repubblicana; ma dimenticandola misconoscendola voi non potrete fare che non sia esistita

Degli uomini sono morti per la libertà come degli uomini sono morti per la fede. Le elezioni sembrano oggi a voiuna formalità grottesca , falsa, bugiarda; avete il diritto di dirlo ; ma degli uomini hanno vissuto , tanti uomini hanno vissuto . degli eroi, dei martiri, forse dei santi ( e quando dico santi so quel che dico). Hanno vissuto eroicamente , santamente , hanno sofferto, sono morti, un popolo intero ha vissuto perché fino all’ultimo degli imbecilli abbia oggi il diritto di compiere questa formalità bugiarda. Fu terribile , faticoso, pauroso partorire. Non una cosa da ridere. E attorno a noi popoli interi , razze intere soffrono per lo stesso parto doloroso, si travagliano e lottano per conquistare questa ridicola formalità. … ci fun un tempo , un periodo eroico in cui malati e morenti si facevano portare a braccia per andare a deporre la propria scheda nell’urna…Le elezioni sono ridicole. Ma l’eroismo e la santità a mezzo dei quali si ottengono risiultati ridicoli , temporalmente ridicoli , è quanto di più grande e sacro ci sia al mondo. Quanto di più bello.”

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