Back to Posts

La parodia di voi stessi

Di politicanti bondenesi

Ho sempre cercato di evitare di scrivere di politica (soprattutto locale) su questo blog, così come sulla mia pagina Facebook, se non marginalmente. I motivi sono molti ma possono essere riassunti in due punti:

1) Facebook e i social network non sono l’ecosistema giusto per le discussioni di politica locale

2) Trovo ci siano cose molto più interessanti

Sono su un regionale per Bologna, dove vivo da un po’, notoriamente una città con un’apertura mentale notevole dal punto di vista dei diritti civili. Solo un paio di sere fa Palazzo Re Enzo era illuminato ad arcobaleno. Spesso parlando con amici bolognesi o non italiani, scherzo sullo “shock culturale” (positivo) provocato dal trasferimento nella Dotta di uno che viene da Bondeno di Ferrara, il feudo leghista dell’Emilia-Romagna.

Chi come me vive in questa realtà di profonda provincia ma ha occasione di osservarla dall’esterno può notare molte cose. In provincia bisogna fare rumore, che è ciò che Lega Nord tenta di fare per finire nel dialogo nazionale. I risultati sono tragicomici, quando va bene:

- “Aliquote Tasi e Imu al massimo per chi li ospita”

- “La Lega spezza l’embargo Gemellaggio con la Crimea”

Da banale osservatore dell’ultimo annetto, la macchina comunicativa è tutto sommato semplice nei suoi meccanismi:

- Seguiamo Salvini su ogni tema

- Tentiamo di lanciarci sul nazionale con delle sparate anche inutili e incostituzionali. “Purché se ne parli”

- Il motivo che sottende e giustifica il meccanismo è (e sarà per sempre) la ricostruzione post-sisma

Un’analisi semplicistica di un profano della comunicazione, non approfondisco per non divagare. Ora, lo scollo totale si nota molto semplicemente scindendo le persone, le loro azioni e questo apparato comunicativo. Oggi è capitato un episodio particolare. Il sindaco Fabio Bergamini (nessuna parentela) oggi:

“C’è ben altro da fare”. Visto il livello potrei già fermarmi qui. Ma diciamo anche l’ovvio: sono stanco della fiera giornalistica in cui si cerca di diventare l’immagine dell’amministratore che sta sempre con le maniche rimboccate dalla parte dei terremotati. Ha funzionato, certo, a livello elettorale (scorsa elezione 58,79% Lega Nord). Ma solo uno sciocco (bella parola) non capirebbe che il vero “traditore del patto tra cittadini terremotati” (espressione cara alla Lega) è chi sfrutta questo argomento per convenienza politica, che nel caso dei leghisti significa accentuare il conflitto sociale. Questo è il vero sciacallaggio.

In ogni caso provo a fare una riflessione su tutto questo, per il semplice motivo che vedo il contrasto tra i due posti dove vivo.

Il passo fondamentale, è che lì due persone possono girare tenendosi la mano. Lì no. Perché allora tutto questo? Mi figuro due scenari: concedendo la buona fede, lo fanno perché sono dei cattolici tradizionali. In cattiva fede è opportunismo politico puro, necessità di diventare un titolo di giornale che muove gli applausi della gente.

Primo scenario: lo sdegno serve a difendere il fervore cristiano per la famiglia tradizionale. Ma il Credo Cattolico è incompatibile con qualsiasi posizione leghista sul tema immigrazione. E allora o si è leghisti in parte o cristiani in parte. Non mi sembra si possa parlare di leghisti dubbiosi, o quantomeno critici, quindi direi che in questo scenario rimane solo l’essere dei cattolici parziali. Andiamo in chiesa la domenica ma del prossimo ce ne fottiamo, che sia esso un omosessuale o un migrante o una qualche minoranza randomica. A costoro (da ateo, magari qualche teologo ha strumenti migliori per giustificare le illogicità) posso solo consigliare “fate pace col vostro cervello!” (citando Galimberti).

Secondo scenario: in cattiva fede lo fate per strategia politica. Questa è la situazione più fedele alla realtà e più squallido, poiché vilmente si preferisce il consenso elettorale all’analisi di coscienza. Non ci sono molti argomenti per colmare questa sconfinata pochezza intellettuale, quindi nel mio piccolo rifletto su un piccolo aneddoto.

Una volta scoprii che un vecchio amico, con un’accentuata parlata ferrarese ma nato in Albania, non era considerato cittadino italiano. La cosa mi colpì molto perché non lo sapevo pur conoscendolo da anni. Quando me lo disse, guardandomi negli occhi, mi chiesi molto banalmente quale fosse la differenza tra me e lui che lo Stato vedeva e io no. Stessa squadra di basket, stesse abitudini, stesso modo di parlare, stessa educazione, stesse tradizioni e stesso attaccamento al posto dove viviamo. Eppure quante polemiche avevo sempre sentito sulla cittadinanza e lo ius soli eccetera. Quanto logorrio televisivo, ideologico, quante urla ipocrite tra politici che straparlano tra falsi valori e applausi guidati! E il cosidetto “problema” ce l’avevo sempre avuto lì, di fronte a me per anni. E allora mi sono reso conto di quanto le ricamate e schifose polemiche sui diritti ci nascondano spesso le persone vere, con due braccia, due gambe, e gli stessi occhi, ma che si trovano a lottare contro castelli burocratici a me sconosciuti che qualche ideologia pseudo-razzista ha contribuito a creare.

Ero a Bologna il giorno dell’approvazione della Cirinnà. Ho visto coppie di ragazzi e ragazze omosessuali andarsene in giro per mano in una città che non li avrebbe discriminati, che li avrebbe guardati passeggiare come guarderebbe me e la mia ragazza.

Non mi sono sembrati questo grande problema per la famiglia tradizionale. Mi sono sembrati uomini e donne, che pur essendo uguali a me, si troveranno a dover affrontare problemi più complessi dei miei perché difendono il loro diritto ad assomigliare a sè stessi, contro un castello di cattive fedi e ignoranza. Vi auguro di ricredervi guardando in faccia le persone, rimettendole al centro e staccandovi dalle urla e dai polemismi futili dovuti a una struttura di pensiero che sapete benissimo essere dogmatica e determinata dall’influenza della Comunicazione (questo grande Dio a cui stiamo sacrificando tutto). Lo auguro non tanto a voi, che non ho la pretesa di far riflettere, ma a chiunque abbia all’incirca la mia età e sia cresciuto in un piccolo paese di provincia.

continua sotto

Pensate a quale sia il lato giusto della Storia.

Spero vi rendiate conto che amministrare non significa questo, non significa comunicazione. Questo serve solo a trasformare la percezione di Bondeno, fuori da Bondeno, in uno stereotipo squallido. Inutile dire che non ci riuscirete, che c’è chi dirà “non in mio nome” non (solo) perché di diversa fede politica, ma perché ancora rimane un briciolo di buon senso, dietro ai dogmi.

Ma non pretendo di dare lezioni a nessuno, figuriamoci. Se mai un consiglio: non diventate la parodia di voi stessi. Sono arrivato a Bologna, che domani compie 900 anni. E se li porta bene.

The internet is the most incredible infrastracture ever built. Human beings learn through dialogues. Open sourcing your ideas means enhancing them. I keep my brain alive reading, writing and coding. Economics student, I'm (slowly) teaching myself Data Science. Hacktivism with www.onData.it folks.

Read Next

Cercare il tuo Master con Python

ActionAid

fights for food, women, a right governance

GET INVOLVED